Economia

Previdenza Complementare: Opportunità e Sfide per i Lavoratori Italiani

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis analizza il rapporto degli italiani con la previdenza complementare, evidenziando opportunità e sfide in vista delle nuove normative.

redazione Giugno 25, 2026 Economia, Finanza, Lavoro

In Breve

Qual è l'importanza della previdenza complementare secondo il rapporto?
Il 76,1% dei lavoratori la considera utile per mantenere o migliorare il tenore di vita da pensionati.
Qual è il tasso di adesione alla previdenza complementare?
I tassi di partecipazione sono inferiori al 40% delle forze di lavoro.
Quali sono le aspettative riguardo alla pensione pubblica?
In media, i lavoratori si aspettano una pensione pari al 48,4% della loro retribuzione.

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, presentato a Roma, offre un’analisi approfondita del rapporto degli italiani con la previdenza complementare, un tema di crescente rilevanza in vista delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Questa indagine, condotta su un campione di lavoratori italiani tra i 18 e i 50 anni, mette in luce la consapevolezza e le preoccupazioni relative alla previdenza integrativa.

Secondo i dati raccolti, il 76,1% dei lavoratori che conosce la previdenza complementare la considera un’opzione valida per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita da pensionato. Inoltre, il 69,9% ritiene che possa contribuire a finanziare progetti e attività durante l’età longeva. Tuttavia, nonostante questa consapevolezza, i tassi di adesione alle forme di previdenza complementare rimangono inferiori al 40% delle forze di lavoro.

La conoscenza della previdenza complementare appare limitata: solo il 28,9% dei lavoratori dichiara di conoscerla bene, mentre il 57,6% ha una conoscenza generale e il 13,5% non la conosce affatto. Solo il 17% ha una comprensione effettiva dei meccanismi di base, e solo il 6% è a conoscenza delle novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Inoltre, il 55,8% degli intervistati ha segnalato informazioni poco chiare riguardo alla previdenza complementare, con il 18,3% che ha ricevuto informazioni false.

Un altro ostacolo significativo è rappresentato dalla procrastinazione. Il 45% dei lavoratori ritiene di avere altre priorità e pensa di affrontare la questione pensionistica in un secondo momento, mentre il 51,3% è convinto che pianificare la pensione sia inutile a causa delle frequenti modifiche alle normative.

Le aspettative riguardo alla pensione pubblica sono basse: in media, i lavoratori si aspettano una pensione pari al 48,4% della loro retribuzione. I dipendenti prevedono una pensione del 49,7%, mentre gli autonomi si aspettano il 41,5%. Inoltre, il 76,6% dei lavoratori non crede che l’aumento dell’età pensionabile garantirà pensioni adeguate, e l’80,3% è convinto che i giovani non avranno una pensione dignitosa.

Riguardo all’età pensionabile, il 64,8% dei lavoratori desidera andare in pensione entro i 60 anni. Questo desiderio è particolarmente forte tra i più giovani: il 68,1% dei 18-35enni condivide questa aspirazione. Tuttavia, la realtà è diversa: il 56,3% dei lavoratori prevede di andare in pensione a 70 anni o più, con uno scarto di 9 anni tra l’età desiderata e quella attesa.

La consulenza emerge come un fattore cruciale per il decollo della previdenza complementare. Il 55% dei lavoratori che conosce la previdenza afferma che, se supportato da un consulente esperto, sarebbe più propenso a iscriversi. Inoltre, il 55,9% apprezzerebbe l’assistenza di professionisti per comprendere meglio i vantaggi e i rischi delle varie forme di previdenza.

Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, ha dichiarato: “Quella sulla previdenza complementare è una riforma attesa da molto tempo e rappresenta un’occasione concreta per avvicinare più lavoratori al secondo pilastro. È fondamentale una comunicazione efficace per rafforzare l’alfabetizzazione previdenziale e aiutare le persone a pianificare il proprio futuro con maggiore consapevolezza”.

Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha aggiunto: “La previdenza complementare non è solo una risposta ai bisogni futuri dei lavoratori, ma anche un elemento di stabilità per l’intero sistema finanziario. Investitori istituzionali più solidi possono contribuire a una sana allocazione del capitale, sostenendo lo sviluppo dei mercati e dell’economia reale”.

Questi risultati evidenziano l’importanza di un approccio informato e consapevole alla previdenza complementare, fondamentale per garantire un futuro finanziariamente sicuro per i lavoratori italiani.

Autore

redazione

Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

Tutti gli articoli