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Attenzione ai software falsi di IA: un nuovo pericolo per i portafogli di criptovalute

Un report di HP mette in guardia su software malevoli che si spacciano per agenti di intelligenza artificiale, colpendo i portafogli di criptovalute.

redazione Settembre 18, 2026 Innovazione

In Breve

Qual è la nuova minaccia per i portafogli di criptovalute?
Software malevoli che si spacciano per agenti di intelligenza artificiale.
Come agiscono questi software dannosi?
Inducono gli utenti a scaricare programmi che rubano credenziali e svuotano portafogli digitali.
Quali misure di sicurezza sono raccomandate?
Adottare approcci zero-trust e soluzioni come HP Wolf Security.

Un recente report trimestrale di HP, basato su dati raccolti tra aprile e giugno 2026, ha rivelato una preoccupante tendenza nel panorama della cybersecurity: software malevoli che si spacciano per agenti di intelligenza artificiale (IA) stanno inducendo gli utenti a scaricare programmi dannosi, con l’obiettivo di attaccare i portafogli di criptovalute.

Le campagne di phishing individuate nel report promuovono falsi agenti di trading basati su IA. Una volta installati, questi software analizzano i browser degli utenti alla ricerca di estensioni per criptovalute, come Coinbase e MetaMask, sostituendole con versioni contraffatte progettate per rubare credenziali e svuotare i portafogli digitali.

Parallelamente, gli attaccanti stanno utilizzando tecniche di QR phishing per reindirizzare le vittime dai computer a dispositivi mobili meno protetti. Questa strategia prevede la distribuzione di file PDF contenenti testo oscurato, accompagnati dalla richiesta di scansionare un codice QR per sbloccare il documento, aggirando così i filtri di rete aziendali.

Il report di HP segnala anche la diffusione del caricatore modulare Phantom Gate, un componente che estende le capacità del malware Phantom Stealer. Commercializzato come strumento per test di penetrazione, viene in realtà utilizzato per scalare le infezioni su vasta scala.

I dati di tracciamento mostrano che il 10% delle minacce via email è riuscito a superare almeno un filtro di scansione dei gateway. In particolare, i file eseguibili rappresentano il vettore principale nel 40% dei casi, seguiti da archivi compressi al 38% e documenti PDF al 7,5%.

Patrick Schläpfer, Principal Threat Researcher di HP Security Lab, ha sottolineato come gli attaccanti stiano sfruttando l’adozione di strumenti di IA agentica per creare esche più sofisticate. Queste tecniche rendono la distribuzione del malware più difficile da rilevare e permettono la creazione di catene di infezione pericolose, aumentando il rischio di compromissione per le organizzazioni.

Giampiero Savorelli, VP e AD di HP Italy, ha evidenziato l’importanza di far evolvere le strategie di sicurezza con la stessa rapidità dei criminali informatici. È fondamentale adottare approcci zero-trust, basati su isolamento e contenimento, per impedire che clic e download non attendibili si trasformino in rischi. Savorelli ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle soluzioni come HP Wolf Security, nel rafforzare la protezione e la resilienza degli endpoint, dal livello hardware al software e ai servizi.

Con l’aumento delle minacce informatiche, è essenziale che gli utenti e le organizzazioni rimangano vigili e adottino misure preventive per proteggere i propri beni digitali.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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