San Francisco contro le app di deepfake: richiesta di rimozione per contenuti non consensuali
Il procuratore di San Francisco chiede la rimozione di app che generano immagini intime non consensuali tramite intelligenza artificiale, evidenziando le conseguenze per le vittime.
In Breve
- Qual è la richiesta del procuratore di San Francisco?
- Il procuratore David Chiu ha chiesto la rimozione di tredici app di face-swapping che generano immagini intime non consensuali.
- Quali aziende sono coinvolte nella richiesta?
- Le aziende coinvolte sono Apple e Google.
- Quali sono le conseguenze per le vittime?
- Le vittime possono subire danni alla reputazione e ripercussioni sulla salute mentale.
Il procuratore della città di San Francisco, David Chiu, ha intrapreso un’azione decisiva contro le applicazioni di face-swapping che utilizzano l’intelligenza artificiale per generare immagini intime non consensuali. In una recente diffida, Chiu ha richiesto la rimozione immediata di tredici app, di cui otto disponibili sull’App Store di Apple e cinque sul Play Store di Google.
Chiu ha anche chiesto la cessazione di qualsiasi collaborazione commerciale tra le due aziende e gli sviluppatori di queste app, sottolineando che Apple e Google avrebbero guadagnato milioni di dollari nonostante le loro politiche vietino contenuti pornografici, abusivi o molesti. La legge della California, infatti, proibisce il supporto a servizi che producono materiale pornografico deepfake.
Questa non è la prima volta che l’ufficio del procuratore si è trovato a dover affrontare questo problema; in passato, era stata avviata un’azione legale contro sedici siti web dedicati alla creazione di contenuti simili. Chiu ha definito la situazione attuale “assolutamente scioccante”, evidenziando l’ampiezza del fenomeno e le gravi conseguenze per le vittime, che possono includere danni alla reputazione e ripercussioni sulla salute mentale.
Un portavoce di Google, Dan Jackson, ha dichiarato che l’azienda ha già rimosso centinaia di app con funzioni di “nudificazione”, comprese quelle segnalate nella diffida. Inoltre, Google ha limitato la ricerca di termini come “nudify” sul Play Store per prevenire ulteriori abusi. Apple, al momento, non ha rilasciato commenti ufficiali in merito alla questione.
Chiu si è detto fiducioso che entrambe le aziende agiranno prontamente per rimuovere le app incriminate e rafforzare i controlli, non escludendo la possibilità di ulteriori azioni legali in caso di inadempienza. La battaglia contro i contenuti non consensuali continua a essere una priorità per le autorità californiane, che cercano di proteggere i diritti e la dignità delle persone coinvolte.
