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Regolamentazione dell’accesso dei minori alle reti sociali: la proposta della Commissione Europea

La Commissione Europea presenterà in autunno una proposta legislativa per regolamentare l'accesso dei minori a Internet e alle reti sociali, in risposta a crescenti preoccupazioni sui rischi per la salute mentale dei giovani.

redazione Luglio 13, 2026 Imprese

In Breve

Qual è l'obiettivo della proposta della Commissione Europea?
Regolamentare l'accesso dei minori a Internet e alle reti sociali.
Quali sono le raccomandazioni per l'accesso ai minori?
Accesso limitato e supervisionato per i minori di 13 anni; accesso consentito dai 13 ai 18 anni con contenuti appropriati.
Qual è la posizione degli europei riguardo a queste norme?
Il 63% degli europei chiede norme comuni per limitare l'accesso dei minori in base all'età.

La Commissione Europea si prepara a presentare, nel prossimo autunno, una proposta legislativa volta a regolamentare l’accesso dei minori a Internet e alle reti sociali. Questa iniziativa nasce dalle raccomandazioni di un gruppo di esperti, che suggerisce un approccio graduale e armonizzato, differenziato in base all’età e al contenuto.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza di questa proposta, affermando che “le reti sociali non sono un giocattolo”. Ha inoltre citato ricerche che evidenziano i danni associati all’uso eccessivo degli schermi, rivelando che quasi il 60% dei giovani riporta problemi emotivi e psicologici, tra cui difficoltà a dormire e ansia. In media, i ragazzi trascorrono tra le quattro e le sei ore al giorno davanti a uno schermo.

Secondo le raccomandazioni del gruppo di esperti, i bambini sotto i tre anni non dovrebbero avere accesso a schermi. Per la fascia d’età compresa tra i 3 e i 13 anni, l’accesso a Internet dovrebbe avvenire solo sotto la supervisione di un adulto e per periodi limitati. Per i ragazzi dai 13 ai 18 anni, l’accesso sarebbe consentito a condizione che i contenuti siano appropriati e che le piattaforme rispettino le normative vigenti, come ad esempio limitando lo scorrimento infinito.

Il gruppo di esperti, istituito tre mesi fa, è composto da pedagoghi, giuristi, esperti di tecnologia, psicologi, medici e rappresentanti dei giovani, ed è guidato dai ricercatori Jörg M. Fegert e Maria Melchior. La Commissione ha definito urgente la proposta per evitare la frammentazione del mercato unico, in seguito all’adozione di misure nazionali da parte di alcuni governi.

L’età minima suggerita di 13 anni per l’accesso alle reti sociali è inferiore rispetto a quella stabilita in altri paesi, come Australia e Regno Unito (16 anni) e Francia (15 anni). Gli esperti avvertono che limiti più elevati potrebbero essere aggirati dai più giovani.

In aggiunta, recenti cause legali, inclusa una sentenza negli Stati Uniti che ha condannato le aziende Meta e Google a risarcire una giovane di 20 anni per danni legati alla dipendenza dalle piattaforme, hanno messo in luce i rischi associati all’uso delle reti sociali. Un sondaggio Eurobarometro, pubblicato insieme al rapporto, ha rivelato che il 63% degli europei è favorevole all’adozione di norme comuni per limitare l’accesso dei minori in base all’età. Di questi, il 36% è a favore di un divieto assoluto sotto una certa soglia, mentre il 27% preferisce un accesso graduale. Solo il 15% sostiene il potenziamento delle forze dell’ordine e il 13% ritiene che la supervisione debba rimanere a carico di genitori e scuole, senza interventi da parte dell’Unione Europea.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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