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Proteste degli autotrasportatori: un impatto significativo sulle filiere del Sud Italia

Le recenti proteste degli autotrasportatori contro l'aumento dei costi del carburante stanno causando gravi disagi alle filiere produttive del Mezzogiorno, con ripercussioni sui rifornimenti e sulla disponibilità di beni nei supermercati.

redazione Ottobre 19, 2026 Imprese

In Breve

Quali sono le cause delle proteste degli autotrasportatori?
Le proteste sono causate dall'aumento dei prezzi del carburante.
Quali sono gli effetti delle proteste sulle filiere produttive?
Le proteste stanno causando blocchi nelle consegne e carenze di beni nei supermercati.
Come stanno reagendo le istituzioni a questa situazione?
È previsto un incontro tra i rappresentanti degli autotrasportatori e il ministro delle Infrastrutture.

Le proteste degli autotrasportatori contro l’aumento dei prezzi del carburante stanno avendo un impatto significativo sulle filiere produttive del Mezzogiorno d’Italia. I blocchi e i rallentamenti delle consegne hanno portato a celle frigorifere piene nelle aziende agricole e a camion carichi di prodotti deperibili fermi sulle strade, con conseguenti carenze sugli scaffali dei supermercati.

Le manifestazioni interessano autostrade, accessi alle città e collegamenti con le piattaforme logistiche. Un incontro è previsto a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per discutere della situazione. In Puglia, Coldiretti ha segnalato consegne bloccate e difficoltà operative nelle piattaforme della grande distribuzione, con prodotti freschi come ortofrutta e fiori che non riescono a raggiungere i mercati.

In Molise, la situazione è critica: a Termoli, i supermercati stanno affrontando problemi di approvvigionamento, mentre a Campobasso camion e trattori hanno bloccato il centro cittadino, causando disagi alla circolazione. In Campania, le proteste hanno interessato anche il porto di Napoli, dove alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan, creando code di diversi chilometri.

La mobilitazione, iniziata intorno alla mezzanotte nella zona di Caianello, ha richiesto l’intervento della Polizia stradale e del personale di Autostrade per l’Italia. In Puglia, un corteo di circa 35 motrici ha manifestato a Bari, mentre in Calabria, Fedralog ha istituito un presidio sulla statale 18, rallentando il traffico ma lasciando passare i veicoli di emergenza.

In Basilicata, i tir stanno presidiando gli accessi stradali a Potenza, mentre in Sicilia la situazione rimane critica per le produzioni deperibili. Il Comitato dei trasportatori siciliani ha proposto di favorire la ripartenza dei carichi ortofrutticoli via terra attraverso lo Stretto di Messina, per evitare che le celle frigorifere si riempiano ulteriormente.

Le difficoltà nei rifornimenti hanno allertato anche le aziende di autobus in Sicilia, con il rischio che le scorte di gasolio diventino insufficienti se le consegne non riprendono. Le rivendicazioni degli autotrasportatori riguardano principalmente il costo del carburante, l’accesso alla liquidità e la riduzione dei margini di profitto.

Questa vertenza non solo influisce sui bilanci delle imprese di autotrasporto, ma ha anche ripercussioni sulla continuità delle forniture e dei servizi, colpendo simultaneamente produttori, trasportatori e venditori.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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