Nuove tasse sui mini pacchi extra UE: handling fee di 2 euro e dazio di 3 euro
La Commissione europea introduce una nuova handling fee di 2 euro per i beni acquistati online da Paesi extra UE, che si aggiunge al dazio di 3 euro già in vigore.
In Breve
- Qual è l'importo della nuova handling fee?
- La nuova handling fee è fissata a 2 euro per articolo.
- Quando entrerà in vigore la nuova tassa?
- La tassa entrerà in vigore entro il 1° novembre 2026.
- Chi è responsabile per il pagamento della tassa?
- La responsabilità doganale passa all'operatore che vende o facilita la vendita a distanza.
La Commissione europea ha recentemente annunciato l’introduzione di una nuova tassa, la handling fee, fissata a 2 euro per articolo, sui beni acquistati online e importati da Paesi extra UE con un valore fino a 150 euro. Questa misura, pubblicata il 21 settembre, rappresenta il minimo della forbice prevista tra 2 e 4 euro e entrerà in vigore entro il 1° novembre 2026.
La nuova tassa si somma al dazio forfettario di 3 euro, già in vigore dal 1° luglio 2026. Nei primi due mesi dall’introduzione di questo dazio, le entrate per le casse italiane hanno raggiunto i 83 milioni di euro, accompagnate da un significativo calo delle importazioni, che hanno registrato un -39% rispetto al bimestre precedente.
È importante notare che l’atto delegato che introduce la handling fee deve ancora passare il vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio, i quali hanno 30 giorni dalla notifica per sollevare obiezioni. In assenza di rilievi, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE e entrerà in vigore il giorno stesso, mentre la tassa sarà applicata dieci giorni dopo, fissando così la data del 1° novembre.
La distinzione tra dazio e handling fee è fondamentale: il dazio è un prelievo sulle merci, mentre la handling fee serve a coprire i costi sostenuti dalle dogane per la gestione delle spedizioni, che includono la raccolta e verifica dei dati, analisi dei rischi e controlli sulle merci. L’importo di 2 euro è stato calcolato come corrispondente ai costi approssimativi della vigilanza doganale necessaria per immettere in libera pratica i beni venduti a distanza.
Nel 2025, si stima che circa 6 miliardi di articoli contenuti nei piccoli invii dell’e-commerce siano stati trattati nell’UE, con il 90% di questi provenienti dalla Cina. Tuttavia, le ispezioni condotte nei 27 Stati membri hanno rivelato che oltre il 60% dei prodotti controllati non rispettava gli standard europei.
Un aspetto significativo della nuova normativa è che la tassa non sarà riscossa direttamente dal consumatore alla consegna. Con il nuovo Codice doganale, la responsabilità doganale per le vendite online passa all’operatore che vende o facilita la vendita a distanza. Questo include grandi piattaforme come Shein, Temu e AliExpress, oltre a venditori extra UE presenti su altri marketplace, come Amazon. Gli operatori possono comunque decidere di scaricare il costo sui prezzi finali.
È importante notare che l’importo di 2 euro non è definitivo; il Codice prevede che la Commissione europea rediga ogni due anni un rapporto sui costi sostenuti dalle amministrazioni doganali, sulla base del quale l’importo potrà essere rivisto.
Inoltre, dal 1° luglio 2028, è prevista l’introduzione di una seconda handling fee per le merci che passano da depositi doganali prima della vendita, il cui importo deve ancora essere definito. Questa data coincide con la scadenza del dazio forfettario da 3 euro, introdotto come misura temporanea.
Infine, sul fronte nazionale, resta in sospeso il contributo di 2 euro per spedizione previsto dalla legge di Bilancio 2026. L’entrata in vigore di questa misura è stata posticipata più volte (da 1° luglio a 1° ottobre e ora al 1° dicembre), e il governo dovrà trovare un meccanismo per evitare sovrapposizioni con la tassa UE, senza compromettere il gettito. I due rinvii hanno già comportato minori coperture per poco più di 102 milioni di euro, e dal 2027 i conti pubblici registrano un mancato introito di 245 milioni di euro all’anno.
