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Nautica e Turismo Costiero: La Richiesta di Regole Moderne per Superare la Burocrazia

Alla XII conferenza nazionale sul turismo costiero, esperti e politici chiedono regole aggiornate per il settore nautico italiano, in un contesto di crisi geopolitica.

redazione Ottobre 6, 2026 Imprese

In Breve

Qual è la richiesta principale del settore nautico italiano?
Il settore nautico italiano richiede regole moderne per semplificare la burocrazia, non finanziamenti.
Quali sono i dati economici presentati sul turismo marittimo?
Il settore contribuisce con quasi 225 miliardi di euro al PIL italiano, con oltre 1,13 milioni di occupati diretti.
Cosa ha promesso il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi?
Il ministro ha promesso di accelerare le semplificazioni normative e di collaborare con la comunità imprenditoriale.

Durante la XII conferenza nazionale sul Turismo costiero e marittimo, svoltasi al Salone nautico di Genova, si è discusso dell’importanza di aggiornare le normative che regolano il settore nautico italiano. Massimo Caputi, presidente di Federturismo, ha sottolineato che, in un contesto di crisi geopolitica, la priorità non è ottenere finanziamenti, ma piuttosto avere regole moderne che possano semplificare le operazioni nel settore.

All’evento hanno partecipato figure chiave come il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il leader di Confindustria nautica Piero Formenti e Mario Zanetti, special advisor di Confindustria per l’economia del mare. Caputi ha evidenziato che l’attuale stratificazione di leggi e decreti rende complicato operare nel settore, rendendo persino più difficile modernizzare o riqualificare un porto turistico rispetto alla costruzione di uno nuovo.

Un punto cruciale sollevato da Caputi è la necessità di interventi politici per affrontare la burocrazia. Ha auspicato che il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, possa adottare le istanze avanzate da Confindustria nautica e Assomarinas, in particolare per incentivare l’adozione della bandiera italiana da parte di un numero crescente di imbarcazioni.

Mario Zanetti ha richiamato l’attenzione sul ruolo industriale del turismo, sottolineando come il settore generi valore oltre il turismo stesso, attivando diverse filiere del made in Italy. Ha presentato dati significativi sull’economia del mare, evidenziando che il settore contribuisce per quasi 225 miliardi di euro al valore aggiunto complessivo, pari all’11,4% del PIL, con oltre 1,13 milioni di occupati diretti.

Per quanto riguarda il settore delle crociere, Zanetti ha fornito previsioni per il 2026, stimando che 15,4 milioni di crocieristi saranno movimentati nei porti italiani, con un record di 5.680 accosti in 60 porti. L’impatto economico complessivo delle crociere in Italia è stimato in 18,1 miliardi di euro, il più alto in Europa, con un contributo al PIL di 7,3 miliardi e 113.000 posti di lavoro. La spesa diretta si distribuisce tra investimenti nei cantieri navali, acquisti delle compagnie, spesa di passeggeri ed equipaggi e stipendi.

Zanetti ha inoltre sottolineato che il valore generato dalle crociere si estende ai territori, poiché il 64% dei crocieristi pernotta nelle città di scalo, sette su dieci partecipano a escursioni e il 60% ritorna nelle destinazioni scoperte durante il viaggio, contribuendo così alla competitività del sistema.

Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha dichiarato di aver raccolto le proposte e le istanze emerse durante il confronto e si è impegnato a lavorare per comprendere le cause dei rallentamenti normativi degli ultimi anni. Ha promesso di accelerare sulle semplificazioni e sulle norme necessarie, operando a stretto contatto con la comunità imprenditoriale. Mazzi ha anche evidenziato l’importanza di una stagione estiva che vedrà il mare italiano protagonista a livello internazionale, grazie a eventi di grande richiamo come quelli legati all’America’s Cup, che coinvolgeranno Napoli, Genova e altre città italiane.

Autore

redazione

Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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