Economia

Ludoil e Isab: Un Nuovo Capitolo per la Raffinazione Energetica in Italia

L'acquisizione del 51% di Isab da parte di Ludoil segna un'importante svolta per il settore energetico italiano, con implicazioni significative per la raffinazione e gli investimenti futuri.

redazione Settembre 1, 2026 Economia, Energia

In Breve

Quali sono i principali passaggi regolatori per Ludoil?
L'Antitrust ha approvato l'acquisizione del 51% di Isab, seguito dal via libera della commissione Golden Power.
Qual è la capacità di lavorazione di Isab?
Isab ha una capacità di lavorazione di circa 320mila barili al giorno.
Quali sono i piani futuri di Ludoil per Isab?
Ludoil intende trasformare Isab in una piattaforma multi-energia, sviluppando HVO, SAF e biocarburanti.

Ad agosto 2026, Ludoil ha superato i due principali passaggi regolatori per l’ingresso nel capitale di Isab, una delle raffinerie più importanti d’Italia. Il 4 agosto, l’Antitrust ha deciso di non avviare un’istruttoria sull’acquisizione del 51%, ritenendola non idonea a ostacolare la concorrenza. Il giorno successivo, la commissione Golden Power ha dato il via libera con alcune prescrizioni. Ora, l’attenzione si sposta sul piano industriale, che presenta rilevanti implicazioni per il sistema energetico nazionale.

Il complesso di Priolo, dove si trova Isab, è il maggiore polo di raffinazione italiano, con una capacità di lavorazione di circa 320mila barili al giorno, pari a quasi il 19% della capacità nazionale. Inoltre, dispone di 4 milioni di metri cubi di stoccaggio e di un impianto Igcc da 532 MW, impiegando oltre mille addetti diretti. Considerato un’infrastruttura strategica, il closing del 51% conferisce a Ludoil il controllo di Isab, aprendo la strada a quattro nodi decisivi per il futuro dell’azienda.

Il primo nodo riguarda il rapporto con Trafigura. Isab è attualmente legata a Trafigura tramite un Master Supply and Offtake Agreement in esclusiva, che prevede la fornitura di greggio e l’acquisto di circa il 90% dei prodotti raffinati. Questo accordo, valido fino al 2033, solleva interrogativi su come evolverà il rapporto: resterà invariato, verrà rinegoziato o sostituito? Una risoluzione anticipata comporterebbe conseguenze economiche significative, considerando che Ludoil non dispone di una filiera interna di approvvigionamento del greggio.

Il secondo nodo riguarda gli investimenti. Ludoil ha piani ambiziosi per trasformare Isab in una piattaforma multi-energia, puntando allo sviluppo di HVO (olio vegetale idrogenato), SAF (Sustainable Aviation Fuel), bio-olio e biocarburanti avanzati. La raffineria ha già avviato un processo di co-processing con un obiettivo di 500mila tonnellate annue, ma rimangono da definire i capital expenditure (capex), i tempi, gli impianti coinvolti e le fonti di finanziamento.

Il terzo punto è di natura finanziaria. L’ingresso di Ludoil e la trasformazione di Isab rappresentano un salto dimensionale significativo, ma il prezzo dell’acquisizione e la struttura finanziaria dell’operazione non sono stati resi noti. Questo solleva interrogativi sulla sostenibilità economica dell’operazione, rendendola una sfida centrale per Ludoil.

Infine, resta da decidere il destino del 49% ancora in mano a Goi Energy. Sebbene il 51% conferisca il controllo, l’accordo prevede una seconda fase con opzioni put e call sulla quota residua, il che potrebbe influenzare ulteriormente le strategie future di Ludoil e Isab.

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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