Innovazione

LinkedIn lancia l’Hiring Assistant in italiano: un aiuto per i recruiter

LinkedIn introduce in italiano l'Hiring Assistant, uno strumento per semplificare il processo di assunzione e migliorare la qualità dei candidati.

redazione Settembre 16, 2026 Innovazione, Lavoro

In Breve

Cosa è l'Hiring Assistant di LinkedIn?
È uno strumento intelligente progettato per automatizzare e semplificare il processo di recruiting.
Quali sono i benefici dell'Hiring Assistant?
Migliora la qualità delle assunzioni e riduce il tempo necessario per identificare candidati qualificati.
Come influisce sul lavoro dei recruiter?
Permette ai recruiter di concentrarsi su relazioni e negoziazioni, delegando operazioni routinarie.

LinkedIn ha annunciato il lancio dell’Hiring Assistant in italiano, un assistente intelligente progettato per semplificare e automatizzare le attività di recruiting. Questo strumento si basa su una rete di oltre 1,4 miliardi di membri e mira a rendere più efficiente il processo di assunzione, affrontando le sfide attuali del mercato del lavoro.

Secondo i dati recenti, le candidature globali per posizione sono raddoppiate dal 2022. In Italia, nel primo semestre del 2026, le aziende hanno pianificato circa 2 milioni e 869mila assunzioni, ma il 44,8% di esse prevede difficoltà nel reperire il personale necessario. Inoltre, il 66% dei recruiter ha segnalato che è diventato più difficile collocare le persone giuste, mentre il 52% ha riscontrato una maggiore complessità nel trovare talenti qualificati.

L’Hiring Assistant è progettato per affrontare queste problematiche, automatizzando attività ripetitive come la definizione dei requisiti, la ricerca e l’analisi dei profili, e il contatto con i candidati. Lo strumento fornisce dati che spiegano la corrispondenza tra i profili individuati e le posizioni aperte, lasciando al recruiter la responsabilità della valutazione finale.

Nonostante le sue capacità di analisi e raccomandazione, l’Hiring Assistant non prende decisioni autonome di assunzione e non esclude candidati dal processo. I recruiter possono definire e modificare i criteri di ricerca e prendere decisioni finali, mantenendo così il controllo umano nel processo di selezione.

I risultati ottenuti dall’uso di questo strumento sono promettenti: si registra un aumento medio dell’11% nella qualità delle assunzioni e del 18% nella cattura di professionisti altamente ricercati. A livello globale, i recruiter esaminano l’81% di profili in meno per individuare candidati qualificati, con un tasso di accettazione delle InMail superiore del 66% rispetto ai metodi di sourcing tradizionali. Inoltre, si stima un risparmio di 1,5 ore per posizione nella fase di identificazione dei candidati più qualificati.

Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia, ha commentato: «In un mercato del lavoro sempre più complesso, il valore non sta soltanto nel fare recruiting più rapidamente, ma nel migliorare anche la qualità dell’incontro tra persone e opportunità». La versione italiana dell’Hiring Assistant, già utilizzata da 80 aziende nel nostro paese, punta a rendere più naturale l’interazione tra recruiter e candidati, superando le ricerche per parole chiave.

Delegando operazioni routinarie, l’Hiring Assistant consente ai recruiter di dedicare più tempo alla relazione con i candidati, alla comprensione delle loro aspirazioni e alla negoziazione delle offerte, senza sostituire il giudizio umano. Tuttavia, la recente vicenda di Jacob Coxon, ex dipendente di Anthropic, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. LinkedIn ha definito limiti d’uso per garantire il controllo umano nel processo di selezione, sottolineando l’importanza di mantenere un approccio etico nell’uso di queste tecnologie.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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