Irpef: La Concentrazione Fiscale nelle Fasce Medio-Alte di Reddito
Un'analisi approfondita sul carico fiscale dell'Irpef in Italia, evidenziando la concentrazione nelle fasce medio-alte di reddito e le implicazioni per il sistema di welfare.
In Breve
- Qual è la percentuale di contribuenti che versa l'Irpef in Italia?
- Circa il 1,75% dei contribuenti versa il 22,25% dell'Irpef totale.
- Quanti italiani non versano l'Irpef?
- Circa 24 milioni di italiani non versano alcuna imposta.
- Qual è l'obiettivo della prossima legge di Bilancio riguardo l'aliquota Irpef?
- Estendere l'aliquota del 33% dal tetto attuale di 50.000 euro fino a 60.000 euro.
Irpef: La Concentrazione Fiscale nelle Fasce Medio-Alte di Reddito
Il sistema fiscale italiano presenta una forte concentrazione del carico dell’Irpef nelle fasce medio-alte di reddito. Secondo recenti dati, solo l’1,75% dei contribuenti, che dichiara oltre 100.000 euro, versa il 22,25% dell’imposta totale. Questo mette in evidenza come una piccola parte della popolazione contribuisca in modo significativo al gettito fiscale.
La platea complessiva dei contribuenti in Italia è di circa 42 milioni su una popolazione di 58 milioni. Di questi, circa 34,1 milioni versano effettivamente l’Irpef, mentre 24 milioni di italiani non contribuiscono affatto. Nei primi tre scaglioni di reddito, fino a 20.000 euro annui, rientra il 47% dei contribuenti, che in media versa solo il 5% dell’Irpef totale.
All’estremo opposto, coloro che dichiarano almeno 200.000 euro rappresentano solo lo 0,3% dei contribuenti, ma contribuiscono quasi il 10% del gettito. Inoltre, il 30% degli italiani con redditi a partire da 29.000 euro sostiene quasi il 79% dell’Irpef. In particolare, circa 8 milioni di contribuenti con redditi a partire da 35.000 euro versano da soli il 65% dell’imposta.
Considerando anche le addizionali regionali e comunali, l’imposta sui redditi delle persone fisiche vale poco più di 216 miliardi di euro. Tuttavia, la questione della non dichiarazione è preoccupante: 24,8 milioni di italiani non dichiarano redditi e versano poco o nulla delle imposte necessarie a sostenere il welfare.
Nel 2024, la spesa richiesta per la sanità, l’assistenza sociale e il welfare degli enti locali è stata pari a 138,33 miliardi, 180,5 miliardi e 13,5 miliardi rispettivamente. Per finanziare queste funzioni, è stato necessario attingere a tutte le imposte dirette per un totale di 325,27 miliardi di euro, oltre ad almeno altri 7 miliardi da imposte indirette.
Questa analisi intende stimolare una riflessione sull’equità e la sostenibilità del sistema di protezione sociale, contrapponendosi alla narrazione che vede “tutti” gli italiani oppressi dalle tasse. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha ribadito l’obiettivo della maggioranza per la prossima legge di Bilancio di estendere l’aliquota del 33% dal tetto attuale di 50.000 euro fino a 60.000 euro. Inoltre, sono state già introdotte modifiche sulla struttura delle aliquote, passando da quattro a tre, e la riduzione dell’aliquota per la fascia 28-50.000 euro dal 35% al 33%. Si propone ora di ricomprendere la fascia 50-60.000 euro nel secondo scaglione per applicarvi il 33% anziché il 43%.
