Energia

Halaesa espande la produzione di avocado in Sicilia: un progetto green in crescita

Halaesa amplia la sua base produttiva di avocado in Sicilia, puntando su pratiche agricole sostenibili e innovazione tecnologica.

redazione Agosto 5, 2026 Energia, Imprese

In Breve

Qual è l'obiettivo di Halaesa in Sicilia?
Espandere la produzione di avocado su circa 300 ettari, puntando su pratiche agricole sostenibili.
Quando è stata fondata Halaesa?
Halaesa è stata fondata nel marzo 2022.
Qual è il piano industriale di Halaesa?
Raggiungere 500 ettari entro il 2032 e ricavi tra 23 e 25 milioni di euro nel biennio 2033-2034.

Halaesa, azienda innovativa nel settore agricolo, ha recentemente ampliato la propria base fondiaria in Sicilia, raggiungendo circa 300 ettari grazie all’acquisizione di ulteriori 210 ettari. Questo sviluppo segna un passo significativo nel progetto di produzione organizzata di avocado, avviato attraverso una fase di sperimentazione.

Fondata nel marzo 2022 e trasformata in società benefit nel giugno 2024, Halaesa è il frutto dell’iniziativa di un gruppo di esperti in agricoltura, sostenibilità e finanza, con oltre dieci anni di esperienza nella coltivazione di frutti tropicali in Sicilia. I primi investimenti, sostenuti da un aumento di capitale e da credito bancario, hanno consentito l’acquisizione e l’impianto dei primi terreni a Tusa e a Noto.

Attualmente, circa 100 ettari sono già in produzione, mentre i 210 ettari acquisiti saranno piantumati progressivamente entro la fine del 2027. Il modello produttivo di Halaesa si distingue per la combinazione di selezione dei suoli, irrigazione di precisione, monitoraggio digitale e gestione manageriale. La produzione è certificata biologica e adotta pratiche di agricoltura rigenerativa, come inerbimento permanente, minima lavorazione del terreno e riduzione degli input chimici.

Il primo raccolto, ammontante a circa 200 quintali, è stato venduto sui mercati italiano ed europeo attraverso distributori che riforniscono la grande distribuzione. Halaesa prevede di lanciare un marchio proprio entro il 2027-2028, con una resa stimata di 130-140 quintali per ettaro al settimo anno. Il piano industriale mira a raggiungere 500 ettari entro il 2032, con ricavi stimati tra 23 e 25 milioni di euro nel biennio 2033-2034.

L’irrigazione a goccia è alimentata da bacini di accumulo e pozzi di proprietà, regolata da centraline che misurano l’umidità del suolo. Nel 2025, il consumo d’acqua è stato di 806 m³ per ettaro. A Tusa, è operativo un impianto fotovoltaico da 50 kWp, e il 96% dell’elettricità utilizzata proviene da fonti rinnovabili. Il piano per il 2026-2027 prevede l’installazione di tre impianti per una potenza complessiva di 180 kWp e un sistema di monitoraggio dei consumi idrici più preciso.

Attualmente, Halaesa impiega 27 addetti diretti, di cui 25 operai e due agronomi, senza ricorrere a lavoratori stagionali. Con l’espansione, sono previste ulteriori 25 assunzioni tra gli operai e l’ingresso di tre figure manageriali, portando l’organico diretto a 55 persone e generando ricadute positive sull’indotto locale. Nel 2025, Halaesa ha acquistato beni e servizi per 1,37 milioni di euro da fornitori siciliani, pari al 62% degli approvvigionamenti, con il 59% dei fornitori provenienti dalla regione.

Per sostenere il proprio sviluppo, l’azienda ha raccolto 9 milioni di euro tramite aumenti di capitale da investitori del Nord Italia, del settore farmaceutico e del private equity. Inoltre, ha ottenuto circa 3 milioni di euro a fondo perduto dal quinto bando “Contratti di filiera” del ministero dell’Agricoltura e un nuovo finanziamento ipotecario di 20 milioni da UniCredit, Crédit Agricole Italia, Mediocredito Centrale e BdM Banca, consolidando anche 4 milioni di debiti precedenti.

Tra il 2028 e il 2029, Halaesa prevede di realizzare un impianto per la selezione del prodotto e collaborare con l’Università di Palermo per il recupero degli avocado di seconda e terza scelta e degli scarti nel settore nutraceutico. Francesco Mastrandrea, amministratore delegato di Halaesa, ha sottolineato che questa operazione rappresenta un segnale positivo per l’evoluzione del settore agricolo italiano, evidenziando come una governance solida e una chiara strategia di sviluppo possano facilitare l’accesso a strumenti finanziari evoluti.

Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit, ha evidenziato il ruolo della banca nel fornire competenze specialistiche e soluzioni finanziarie per progetti che uniscono innovazione, sostenibilità e crescita economica per il territorio.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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