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Riforma della Casa Imperiale in Giappone: Approvato il Disegno di Legge

Il governo giapponese ha approvato un disegno di legge per riformare la Legge sulla Casa imperiale, consentendo alle donne di rimanere nella famiglia imperiale dopo il matrimonio e introducendo l'adozione di maschi da rami imperiali decaduti.

redazione Giugno 30, 2026 Imprese

In Breve

Quali sono le principali modifiche introdotte dal disegno di legge?
Il disegno di legge consente alle donne di rimanere nella Casa imperiale dopo il matrimonio e introduce l'adozione di maschi da ex rami imperiali.
Chi può essere adottato secondo la nuova legge?
Possono essere adottati uomini di almeno 15 anni, discendenti delle undici famiglie collaterali che hanno perso lo status imperiale nel 1947.
Quando sarà presentato il disegno di legge al Parlamento?
Il disegno di legge sarà presentato al Parlamento con l'obiettivo di essere approvato nella sessione attuale.

Il governo giapponese ha recentemente approvato, durante una riunione straordinaria di gabinetto, un disegno di legge volto a riformare la Legge sulla Casa imperiale. Questa iniziativa mira a garantire un numero adeguato di membri della famiglia imperiale, in un contesto di crescente preoccupazione per la successione al trono.

Una delle principali novità introdotte dal disegno di legge è la possibilità per le donne della famiglia imperiale di rimanere nella Casa imperiale anche dopo il matrimonio. Inoltre, viene prevista l’adozione di maschi provenienti dagli ex rami imperiali che hanno perso il loro status dopo la Seconda guerra mondiale.

Per le donne già membri della famiglia imperiale al momento dell’entrata in vigore della norma, è prevista una misura transitoria: potranno scegliere di lasciare la Casa imperiale al momento del matrimonio, ma non saranno obbligate a farlo. Se decidono di rimanere, saranno soggette alla legge sul registro anagrafico di base, come i comuni cittadini, piuttosto che al registro speciale attualmente previsto per i membri della famiglia imperiale.

Il disegno di legge stabilisce che potranno essere adottati uomini di almeno 15 anni, senza coniuge né figli, appartenenti alle undici famiglie collaterali che hanno perso lo status imperiale nel 1947. Tuttavia, i maschi adottati non avranno diritto alla successione al trono, anche se un figlio maschio nato dopo l’adozione potrà avere diritto alla successione secondo l’attuale legge.

In aggiunta, il disegno di legge prevede la possibilità di rivedere la normativa ogni 30 anni, a seconda della situazione numerica dei membri della famiglia imperiale. Il testo sarà presentato al Parlamento giapponese con l’obiettivo di essere approvato nella sessione attuale.

Durante una riunione della commissione Regolamento della Camera bassa, i partiti di opposizione hanno disertato in segno di protesta contro la gestione parlamentare della maggioranza. Il Partito liberaldemocratico ha proposto che l’esame della legge avvenga nella stessa commissione con la partecipazione del presidente e del vicepresidente della Camera, e la questione sarà ripresa alla presenza dell’opposizione.

Il partito di maggioranza Nippon Ishin no Kai ha accettato la presentazione del testo, nonostante le critiche interne riguardo alla soglia dei 15 anni per l’adozione. Questa riforma nasce dall’esigenza di aumentare il numero di componenti maschi della famiglia imperiale, poiché attualmente l’unico maschio della prossima generazione è Hisahito, diciottenne figlio del fratello minore dell’imperatore e secondo in linea di successione dopo il padre Akishino.

È interessante notare che il governo guidato da Sanae Takaichi, prima donna premier del Giappone, non ha incluso nella proposta la riapertura della possibilità per le donne di ascendere al trono, nonostante i sondaggi mostrino un favore dell’opinione pubblica verso tale ipotesi. In passato, il Giappone ha avuto otto imperatrici regnanti, l’ultima delle quali fu Go-Sakuramachi (1762-1771). L’ascesa al trono di una donna è stata giuridicamente esclusa dopo la Restaurazione Meiji nel 1868, e la norma che introdusse il divieto risale al 1889.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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