Rivoluzione nell’Industria dell’Ospitalità: Contratti di Filiera e Semplificazioni Normative
Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria, presenta un progetto per un'industria dell'ospitalità 4.0, puntando su contratti di filiera e semplificazioni normative.
In Breve
- Qual è l'obiettivo del progetto di Massimo Caputi?
- Creare un'industria dell'ospitalità 4.0 per rendere il settore turistico più competitivo e meno vincolato.
- Cosa sono i contratti di filiera?
- Strumenti per favorire progetti di investimento integrati tra diverse realtà del settore turistico.
- Qual è la sfida principale per il settore turistico italiano?
- L'attuazione pratica delle riforme proposte per semplificare le normative.
Il settore dell’ospitalità in Italia è pronto a una trasformazione radicale grazie all’iniziativa di Massimo Caputi, nuovo presidente di Federturismo Confindustria. Il suo obiettivo è quello di creare un’industria dell’ospitalità 4.0, capace di rendere il fare impresa nel turismo più competitivo e meno vincolato da normative complesse.
Attualmente, il turismo italiano mostra segnali di forza, con il 55% degli arrivi provenienti dall’estero e l’Italia che si conferma tra le mete più ambite a livello globale. Tuttavia, la crescita del Paese risulta inferiore rispetto a quella di altri competitor del Mediterraneo, come la Spagna, che registra un incremento del 7%, e Roma, che si ferma al 4%. Questo scenario evidenzia la necessità di un intervento strategico per consolidare il vantaggio competitivo.
Caputi sottolinea che per affrontare questa sfida è fondamentale accelerare su diversi fronti: investimenti, innovazione, sostenibilità, destagionalizzazione, valorizzazione del capitale umano e delle aree meno sviluppate. Attualmente, il 90% dei turisti si concentra solo sul 10% del territorio, creando opportunità significative per una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici e per contrastare il fenomeno dell’overtourism.
Tra le proposte avanzate, spicca la semplificazione normativa. Le imprese del settore chiedono regole più chiare e tempi certi, insieme a una pubblica amministrazione che supporti attivamente gli investimenti. Federturismo ha proposto l’adozione di un decreto di semplificazioni sul turismo a “costo zero”, mirato a superare le complesse stratificazioni normative che si sono accumulate nel tempo. Queste proposte hanno ricevuto l’attenzione del ministro del Turismo e del Governo, ma Caputi avverte che la vera sfida sarà l’attuazione pratica delle riforme.
Un altro strumento chiave per il rilancio del settore sono i “contratti di filiera”, introdotti con la Legge di bilancio 2026. Questi contratti sono progettati per favorire investimenti integrati tra diverse realtà del settore, come strutture ricettive, società di trasporto, imprese culturali e ristorazione. L’obiettivo è generare economie di scala e aumentare la competitività complessiva del settore.
Per garantire l’efficacia dei contratti di filiera, è necessario che le procedure siano semplici, con criteri chiari e tempi rapidi, evitando le sovrapposizioni burocratiche che hanno ostacolato in passato l’implementazione di iniziative innovative. Federturismo propone inoltre che questi contratti diventino uno strumento permanente, finanziato da almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno, che nel 2026 è previsto superare 1,4 miliardi di euro. Questo approccio permetterebbe di reinvestire una parte delle risorse generate dal turismo per potenziare ulteriormente la competitività del settore.
Strategicamente, il turismo è considerato una priorità industriale nazionale. Confindustria ha affidato la responsabilità del settore al vicepresidente Leopoldo Destro, che sta lavorando su proposte a medio termine, inclusi strumenti finanziari innovativi e collaborazioni con enti come Cassa Depositi e Prestiti, attualmente marginali nel comparto.
La visione per il 2030 prevede un turismo più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile, capace di generare valore diffuso, attrarre investimenti e innovazione, e creare benefici per imprese, lavoratori e territori. Con queste iniziative, l’industria dell’ospitalità italiana potrebbe non solo recuperare terreno, ma anche posizionarsi come leader nel panorama turistico europeo.
