Lavoro

Pensioni in Italia: L’età di uscita aumenta fino a 67 anni e 8 mesi entro il 2031

Le stime indicano un progressivo innalzamento dell'età pensionabile in Italia, con un picco di 67 anni e 8 mesi nel 2031.

redazione Settembre 23, 2026 Lavoro

In Breve

Qual è l'età pensionabile prevista per il 2031?
L'età pensionabile in Italia raggiungerà i 67 anni e 8 mesi nel 2031.
Come cambiano i requisiti per la pensione anticipata?
I requisiti per la pensione anticipata aumenteranno a 43 anni e 6 mesi nel 2031.
Qual è l'impatto della speranza di vita sulla pensione?
L'innalzamento dei requisiti pensionistici è legato all'aumento della speranza di vita.

Secondo le recenti stime della Ragioneria generale dello Stato, l’età per la pensione di vecchiaia in Italia subirà un progressivo aumento nei prossimi anni. Nel 2027, l’età pensionabile sarà fissata a 67 anni e un mese, per poi salire a 67 anni e tre mesi nel 2028, 67 anni e sei mesi nel 2029 e raggiungere i 67 anni e otto mesi nel 2031.

Queste proiezioni si basano sulla Legge di bilancio dell’anno scorso e sulle ultime stime macroeconomiche contenute nel Documento di finanza pubblica di aprile. Per quanto riguarda la pensione anticipata, i requisiti contributivi aumenteranno a 42 anni e 11 mesi nel 2027, 43 anni e un mese nel 2028, 43 anni e quattro mesi nel 2029 e 43 anni e sei mesi nel 2031. È previsto un anno di contributi in meno per le donne.

L’innalzamento dei requisiti pensionistici è legato all’evoluzione demografica e all’aumento della speranza di vita. Tuttavia, non basterà a fermare la crescita della spesa pensionistica in rapporto al PIL, che è attesa raggiungere un massimo del 17,1% nel 2041. Questo livello si manterrà per il triennio successivo, per poi iniziare a ridursi dal 2045, scendendo al 16,2% nel 2050 e al 14% nel 2070.

La progressiva applicazione del sistema contributivo come unico metodo di calcolo delle pensioni, insieme all’adeguamento automatico dei requisiti alla speranza di vita, contribuiranno al contenimento della spesa e alla riduzione del rapporto pensioni/PIL nel lungo periodo.

Inoltre, la spesa complessiva per pensioni, sanità e assistenza a lungo termine è prevista crescere fino al 25,5% del PIL nel 2044. Analizzando il quadro storico, si evidenzia che gli incrementi della spesa nei trienni 2008-2010 e 2012-2014 sono stati influenzati dalla recessione e dal calo del prodotto, che portarono la spesa al 25,3% nel 2020 durante la pandemia. Successivamente, la spesa è ridiscesa a 22,1% nel 2023 grazie al recupero del PIL.

Le proiezioni indicano una nuova crescita della spesa fino al 23,2% nel 2030, con un ulteriore aumento previsto fino al picco di metà secolo, per poi stabilizzarsi intorno al 23% nel 2070, comunque al di sopra dei livelli del 2018 e del 2023.

Nel dibattito in vista della prossima manovra, è stata avanzata la proposta di consentire, per il triennio successivo, la pensione anticipata a 64 anni, con l’intero assegno calcolato secondo il metodo contributivo e una possibile riduzione della soglia minima della pensione maturata. Tuttavia, la decisione finale spetterà al legislatore.

Infine, il presidente dell’INPS ha sottolineato l’aumento dei lavoratori oltre i 55 anni tra il 2019 e il 2025, evidenziando che chi supera tale età può scegliere di rimanere attivo nel mondo del lavoro. Questo dibattito sul futuro della protezione sociale si estende anche agli anni di vita che si restituiscono a chi decide di continuare a lavorare.

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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