Economia

Le imprese italiane all’estero: resilienza e opportunità nonostante le sfide globali

Nonostante le tensioni internazionali e le difficoltà economiche, le aziende italiane mostrano una forte propensione a investire all'estero, sostenute dalla reputazione del made in Italy.

redazione Luglio 22, 2026 Economia, Imprese

In Breve

Qual è la propensione delle imprese italiane a investire all'estero nel 2026?
Il 51% delle imprese italiane prevede di investire nei mercati esteri.
Quali sono i principali fattori che influenzano le decisioni di investimento?
I costi energetici e delle materie prime, seguiti da rischio cambio e instabilità finanziaria.
Quali sono le aspettative per la crescita nel 2027?
L'82% delle imprese prevede un ritorno alla crescita nei rispettivi mercati.

Le aziende italiane attive all’estero dimostrano una sorprendente resilienza, continuando a pianificare investimenti nonostante le incertezze globali. Secondo l’Osservatorio Assocamerestero 2026, che ha raccolto dati dalle Camere di commercio italiane nel mondo, il clima per i prodotti italiani rimane favorevole, con il 40% delle imprese che lo descrive come “molto positivo” e il 49% come “positivo, ma più selettivo”.

Le valutazioni variano notevolmente a seconda delle aree geografiche. In America Latina, l’80% delle aziende riporta un clima molto positivo, mentre in Africa le opinioni si dividono tra stabilità e prudenza. Questo scenario evidenzia come il made in Italy, noto per la sua qualità e stile, continui a esercitare un’attrattiva significativa.

In termini di investimenti, il 51% delle imprese italiane intervistate ha dichiarato l’intenzione di investire nei mercati esteri, mentre il 26% adotta un approccio più cauto. Solo il 3% ha segnalato una riduzione della propria esposizione. Le risposte variano anche per area: in Asia e negli Stati Uniti, tutte le imprese si dichiarano pronte a investire, mentre in Europa prevale una maggiore cautela, con il 39% che punta su nuovi investimenti e il 33% su strategie difensive.

Tra i principali fattori che influenzano le decisioni di investimento, i costi energetici e delle materie prime si attestano al 57%, seguiti da rischio cambio e instabilità finanziaria (23%), politiche protezionistiche e conflitti regionali (20% ciascuno) e instabilità normativa (14%). Questi elementi evidenziano la complessità del contesto economico attuale.

Per competere efficacemente, oltre alla qualità del prodotto, le aziende italiane riconoscono l’importanza di una strategia a medio-lungo termine. Il 29% delle imprese sottolinea la necessità di scegliere partner locali affidabili, mentre il 26% evidenzia l’importanza di comprendere le normative del paese di destinazione. I principali concorrenti identificati includono Cina (77%), Francia (46%) e Germania (43%).

Le aziende italiane richiedono misure di supporto, come una promozione coordinata del made in Italy (71%) e un sostegno pubblico all’internazionalizzazione delle PMI (49%). Per il 2027, l’82% degli intervistati prevede un ritorno alla crescita nei rispettivi mercati: il 24% si aspetta una crescita sostenuta, il 56% una crescita moderata e il 18% una stabilità.

Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, sottolinea che, sebbene il made in Italy continui a essere sinonimo di qualità e reputazione, è fondamentale adattarsi alle nuove dinamiche di mercato. “Non basta più la qualità del prodotto; è essenziale mantenere una presenza continua, conoscere le regole locali e sviluppare strategie a lungo termine”.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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