Economia

Mutui: rincari fino a 540 euro all’anno per i nuovi contratti

I nuovi contratti di mutuo in Italia mostrano un aumento significativo dei costi, con un rincaro medio che può arrivare a 540 euro all'anno.

redazione Settembre 21, 2026 Economia, Finanza

In Breve

Qual è l'aumento medio dei costi per i nuovi mutui?
L'aumento medio dei costi per i nuovi mutui può arrivare a 540 euro all'anno.
Cosa causa l'aumento dei costi dei mutui?
L'aumento dei costi è dovuto all'innalzamento dei tassi di interesse e delle pressioni inflazionistiche.
Quali sono le prospettive per il mercato immobiliare?
Si prevede una contrazione delle erogazioni e un rallentamento nelle compravendite di abitazioni.

Un’analisi recente ha messo in evidenza come i nuovi contratti di mutuo stipulati in Italia stiano subendo un rincaro significativo. Chi decide di accendere un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni a ottobre si trova a dover affrontare un costo complessivo notevolmente più elevato rispetto a chi ha firmato lo stesso contratto a febbraio. La differenza può arrivare a quasi 13.500 euro nell’arco di 25 anni, corrispondente a circa 540 euro all’anno.

La simulazione ha confrontato due mutui con le stesse caratteristiche, variando esclusivamente il momento di stipula e il livello dei tassi. È stato applicato un mix ponderato delle scelte contrattuali dei mutuatari italiani, con l’85% dei contratti a tasso fisso e il 15% a tasso variabile. L’esborso complessivo stimato per il mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre per quello acceso a ottobre si attesta a 196.865 euro, con una differenza di 9.100 euro sulle 300 rate.

Il peggioramento dei costi è attribuibile all’aumento sia dell’Irs, il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, sia dell’Euribor, utilizzato per i mutui a tasso variabile. Inoltre, il 10 settembre, la Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi ufficiali di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Questo rialzo è stato giustificato dalle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto in Medio Oriente, senza indicazioni sulle future mosse.

Nel segmento a tasso fisso, il miglior tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Di conseguenza, la rata mensile aumenta da 615 a circa 650 euro, con un rimborso complessivo che passa da 184.577 a 195.034 euro, comportando un incremento medio di 10.457 euro, ovvero circa 418 euro all’anno. Per quanto riguarda il tasso variabile, il tasso è calcolato come somma di uno spread dello 0,60% e della media tra l’Euribor a uno e a tre mesi. A febbraio, il tasso era pari al 2,58% (rata di 589 euro), mentre a ottobre raggiunge il 3,24% (rata di 632 euro, +43 euro).

Proseguendo con la simulazione, si stima che il tasso variabile potrebbe salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e poi a circa 695 euro. In questo scenario, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, con una differenza di 1.414 euro. Se i tassi fossero rimasti invariati dai livelli di febbraio, l’extra-costo sul variabile arriverebbe a 30.673 euro, pari a 1.227 euro all’anno. L’aumento dei costi si concentra soprattutto nella prima parte dell’ammortamento, quando il capitale residuo è più elevato.

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha commentato: «Tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico restano elevate e questo porterà ad alzare i costi. Si tratta di extracosti che possono trasformarsi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, a fronte di una situazione reddituale delle famiglie italiane che non ha neanche assorbito i picchi dell’inflazione del 2022-2023. Inevitabilmente, questa situazione si rifletterà presto in una contrazione delle erogazioni».

Le compravendite di abitazioni hanno già mostrato una prima frenata nel secondo trimestre del 2026. Per valutare compiutamente l’impatto dei tassi sulle erogazioni e sul mercato immobiliare, sarà necessario attendere le statistiche di fine anno.

Oltre ai mutui, la simulazione ha evidenziato altri costi aggiuntivi previsti per l’autunno 2026 per una famiglia media: la spesa per carburante aumenterà di 324 euro (consumo familiare ipotizzato di 1.000 litri all’anno), la bolletta elettrica aumenterà di 114 euro (consumo annuo di 2.187 kWh) e la bolletta del gas aumenterà di 180 euro (consumo annuo di 678 Smc).

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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