Economia

Biometano in Italia: 398 impianti incentivati e un futuro promettente

Scopri come il biometano sta cambiando il panorama energetico italiano con 398 impianti incentivati e un potenziale di crescita significativo.

redazione Settembre 18, 2026 Economia, Energia

In Breve

Quanti impianti di biometano sono attivi in Italia?
Attualmente ci sono 398 impianti di biometano incentivati in Italia.
Qual è la capacità di produzione del biometano in Italia?
La capacità complessiva è di 1,3 miliardi di metri cubi all'anno.
Quali settori beneficiano maggiormente del biometano?
I settori principali sono l'acciaio, la carta, e la ceramica.

Il settore del biometano in Italia sta vivendo una fase di crescita significativa, grazie agli incentivi previsti dal decreto ministeriale del 15 settembre 2022. Attualmente, sono 398 gli impianti di biometano che hanno ricevuto tali incentivi, con una capacità complessiva di 1,3 miliardi di metri cubi all’anno. Di questi, 90 impianti sono già operativi, producendo circa 275 milioni di metri cubi di biometano.

La spinta verso lo sviluppo del biometano è iniziata con il decreto ministeriale del 2 marzo 2018, che ha previsto sostegni specifici per il biometano destinato al trasporto. Oggi, la produzione nazionale di biometano, considerando sia gli impianti attivi che quelli quasi completati, si attesta a circa 2,5 miliardi di metri cubi. Questo dato è ancora lontano dall’obiettivo fissato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), che prevede una produzione di 5,7 miliardi di metri cubi entro il 2030.

Dal punto di vista della domanda, la creazione di contratti di fornitura a lungo termine tra produttori agricoli e consumatori industriali sta contribuendo a incrementare i volumi commercializzati. Sotto la supervisione del Consorzio Italiano Biogas, sono stati registrati 60 accordi che complessivamente prevedono un volume di 180 milioni di metri cubi annui. I settori principali che beneficiano di queste forniture sono l’acciaio (46%), seguito dalla carta (14%), ceramica (11%), cemento e laterizi (11%), chimica (10%), alimentare (7%) e plastica (2%).

Attualmente, i volumi di biometano erogati coprono solo una parte del fabbisogno dei vari comparti industriali; in alcuni casi, questa copertura arriva fino al 20%. Le industrie considerate “hard to abate” puntano ad aumentare ulteriormente la portata di biometano utilizzato nei loro processi produttivi.

Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha definito il biometano una risorsa strategica per la decarbonizzazione e per garantire la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese. Ha inoltre confermato l’impegno del ministero per un nuovo decreto di sostegno al settore, che mira a promuovere ulteriormente i contratti di fornitura a lungo termine. Si prevede che questo provvedimento possa essere presentato all’Unione Europea entro la fine dell’anno.

Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas, ha sottolineato l’importanza di mantenere un quadro normativo stabile e continuativo per incentivare nuovi accordi di lungo periodo, sostenere lo sviluppo della filiera del biometano e contribuire alla competitività e alla sicurezza energetica del Paese.

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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