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Ripristinare la funzione delle cellule staminali ematopoietiche: la ricerca dell’Ifom di Milano

Un nuovo studio dell'Ifom di Milano rivela come l'inibizione del segnale di allerta dei telomeri danneggiati possa ripristinare la funzionalità delle cellule staminali del sangue.

redazione Luglio 1, 2026 Imprese

In Breve

Cosa ha dimostrato lo studio dell'Ifom?
Lo studio ha dimostrato che l'inibizione del segnale di allerta dei telomeri danneggiati può ripristinare la funzione delle cellule staminali ematopoietiche.
Quali sono i benefici del trattamento osservati negli animali?
Il trattamento ha ridotto i segni di danno al DNA e ha migliorato la funzionalità delle cellule del sangue, con una risposta più efficace a una vaccinazione.
Qual è l'importanza delle malattie dei telomeri?
Le malattie dei telomeri possono causare insufficienza midollare, immunodeficienza e aumentato rischio di tumori.

Un team di ricercatori dell’Ifom di Milano ha recentemente pubblicato uno studio innovativo che dimostra come l’inibizione selettiva del segnale di allerta attivato da telomeri danneggiati possa ripristinare la funzionalità delle cellule staminali ematopoietiche, sia in modelli animali che su campioni umani.

Il meccanismo alla base di questa scoperta si basa sull’intervento sul danno del DNA telomerico (tDdr) attraverso l’uso di oligonucleotidi antisenso telomerici (tAso). Questi oligonucleotidi sono progettati per bloccare il segnale prodotto dai telomeri erosi, senza interferire con le normali funzioni cellulari.

Nei modelli murini di invecchiamento accelerato e in animali invecchiati naturalmente, il trattamento ha dimostrato di ridurre i segni di danno al DNA e di senescenza cellulare nei tessuti ematopoietici. Questo ha portato a un miglioramento della composizione e della funzionalità delle cellule del sangue. Inoltre, gli animali trattati hanno mostrato una risposta più efficace a una vaccinazione.

Risultati simili sono stati osservati anche nelle cellule staminali del sangue prelevate da individui anziani sani. Le malattie legate ai telomeri, come la discheratosi congenita, sono note per causare insufficienza midollare, immunodeficienza e un aumentato rischio di tumori. Attualmente, l’unica terapia potenzialmente risolutiva è il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, ma questa non riesce a correggere tutte le manifestazioni della malattia.

Gli autori dello studio sottolineano che il tDdr non è solo una conseguenza del danno telomerico, ma contribuisce in modo causale al declino della funzione ematopoietica e dell’immunità. Intervenire su questo segnale potrebbe aprire nuove possibilità terapeutiche per le malattie dei telomeri e per il declino del sistema del sangue legato all’invecchiamento.

La ricerca è stata realizzata grazie al sostegno di diverse istituzioni, tra cui la Fondazione Telethon, il Consiglio europeo della ricerca, e il Centro nazionale per lo sviluppo di terapie geniche e farmaci con tecnologia a RNA, oltre a Age-It, parte del Pnrr. Il team ha collaborato con gruppi impegnati in analisi istopatologiche, studi su campioni umani e test funzionali.

“Il momento più entusiasmante è stato vedere le staminali del sangue recuperare la capacità di produrre nuove cellule e sostenere il sistema immunitario”, ha dichiarato Alessia Oppezzo, prima autrice dello studio. Fabrizio d’Adda di Fagagna ha aggiunto che il prossimo passo è dimostrare la trasferibilità di questo approccio all’uomo.

Autore

redazione

Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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