Economia

Sky acquisisce la divisione Media & Entertainment di ITV: una mossa strategica nel panorama audiovisivo britannico

Sky ha raggiunto un accordo per acquisire la divisione Media & Entertainment di ITV in un'operazione da 1,6 miliardi di sterline, mirando a rafforzare la sua posizione nel mercato audiovisivo.

redazione Luglio 6, 2026 Economia

In Breve

Qual è l'importo dell'acquisizione di ITV da parte di Sky?
L'acquisizione può arrivare fino a 1,6 miliardi di sterline, debito incluso.
Quando è prevista la chiusura dell'accordo?
La chiusura è attesa nella seconda metà del 2027.
Quali sono i principali canali inclusi nell'acquisizione?
I canali in chiaro di ITV e la piattaforma streaming ITVX.

Sky, controllata da Comcast, ha annunciato un’importante acquisizione, raggiungendo un accordo per comprare la divisione Media & Entertainment di ITV per un valore che può arrivare fino a 1,6 miliardi di sterline, debito incluso. Questa operazione rappresenta un passo significativo nel panorama audiovisivo britannico, dove Sky mira a consolidare la propria posizione di mercato.

L’accordo prevede l’acquisto dei canali in chiaro di ITV e della piattaforma streaming ITVX. In particolare, il prezzo stabilito include 1,2 miliardi di sterline in contanti alla chiusura dell’affare, il trasferimento a ITV Studios di Love Productions, valutato 200 milioni, e ulteriori 200 milioni potenziali legati all’andamento della raccolta pubblicitaria nel 2027. La conclusione dell’operazione è prevista per la seconda metà del 2027, ma sarà soggetta all’approvazione delle autorità di mercato e della concorrenza, un passaggio delicato considerando che si tratta delle due maggiori emittenti commerciali del Regno Unito.

Dopo la vendita, ITV rimarrà quotata a Londra, ma assumerà di fatto la struttura di ITV Studios, concentrandosi sulla produzione e distribuzione di contenuti. ITV prevede di ottenere proventi netti per circa 1,05 miliardi di sterline, dopo aver considerato i costi di transazione e separazione stimati in 185 milioni. Parte di questi fondi sarà utilizzata per ridurre il debito, mentre circa 950 milioni saranno restituiti agli azionisti, corrispondenti a 25 pence per azione.

Un aspetto cruciale dell’accordo è la stipula di un contratto di fornitura di contenuti di lungo periodo tra la futura ITV Studios e la nuova ITV sotto Sky, con una spesa minima garantita di 2,1 miliardi di sterline tra il 2028 e il 2032. Questa mossa è stata presentata come una risposta al nuovo ordine mondiale dell’audiovisivo, dove le piattaforme di streaming e i giganti digitali stanno sottraendo pubblico e pubblicità alla televisione tradizionale. Secondo dati di Ofcom, meno di un quarto dei programmi visti in casa da giovani tra i 16 e i 24 anni proviene da emittenti tradizionali, a differenza del 90% degli over 75.

I vertici di Sky e ITV hanno sostenuto che l’aggregazione delle due aziende creerà una massa critica pubblicitaria, tutelerà marchi popolari e garantirà un presidio nel servizio pubblico britannico. Andrew Cosslett, CEO di ITV, ha dichiarato: «Per oltre settant’anni, ITV ha svolto un ruolo importante e prezioso nella vita pubblica del Paese. Questa operazione raggiunge tale obiettivo, con la divisione Media e Intrattenimento di ITV che si unisce a Sky per creare un campione del Regno Unito con le dimensioni e le risorse necessarie per competere al meglio con le piattaforme di streaming globali».

Carolyn McCall, CEO di ITV, ha espresso fiducia nel fatto che Sky sarà un custode solido e responsabile di ITV M&E, valorizzandone il patrimonio e investendo nel suo futuro. Dana Strong, CEO di Sky, ha definito l’intesa «un momento cruciale per i media britannici», sottolineando il valore dell’unione tra televisione in chiaro, pay-tv e streaming.

Nel pacchetto di acquisizione rientrano titoli consolidati come Coronation Street, Emmerdale, Love Island e I’m a Celebrity…Get Me Out of Here!, oltre a format prodotti da Love Productions come The Great British Bake Off e The Piano. Comcast utilizza Sky per rafforzare la propria presenza in Europa, trasformando l’asset in un blocco integrato che combina tv gratuita, abbonamenti, piattaforme digitali e capacità produttiva. Questo passaggio riflette la necessità per la televisione tradizionale di cambiare dimensione e modello per competere nel nuovo scenario digitale.

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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