Economia

Private Equity: Rallentamento degli Investimenti e Crescita della Raccolta nei Grandi Fondi

Il mercato del private equity mostra segnali contrastanti con un rallentamento degli investimenti e una crescente concentrazione della raccolta nei grandi operatori.

redazione Luglio 7, 2026 Economia, Innovazione

In Breve

Qual è il valore degli investimenti nel private equity nel secondo trimestre del 2026?
Il valore degli investimenti è sceso a 419,9 miliardi di dollari.
Quali sono le principali cause del rallentamento nel mercato del private equity?
Le cause includono tensioni geopolitiche, incertezze legate all'intelligenza artificiale e difficoltà nel trovare un accordo tra venditori e acquirenti.
Come si sta evolvendo la raccolta di capitale nel private equity?
La raccolta di capitale ha raggiunto 261,8 miliardi di dollari, con un incremento del 17% rispetto al 2025.

Il mercato globale del private equity entra nella seconda metà del 2026 con segnali contrastanti. Nel secondo trimestre, sia gli investimenti che le dismissioni hanno registrato un rallentamento significativo, mentre la raccolta di capitale continua a crescere, ma si concentra sempre più nei grandi operatori.

Il valore complessivo delle operazioni di investimento è sceso del 22,8% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo i 419,9 miliardi di dollari, il livello trimestrale più basso dal secondo trimestre del 2024. Tuttavia, il numero di operazioni è aumentato del 2,2%, portando il totale a 5.672 deal, il che indica una riduzione della taglia media delle operazioni.

Le cause di questo rallentamento sono molteplici. Tra queste, le tensioni geopolitiche, l’incertezza legata all’intelligenza artificiale e un raffreddamento del mercato dei megadeal. Inoltre, persiste una difficoltà nel trovare un punto di incontro tra le aspettative di venditori e acquirenti.

Le exit hanno subito una contrazione del 19,7% nel trimestre, scendendo a 275,2 miliardi di dollari con 948 operazioni. Il ritmo delle dismissioni dall’inizio dell’anno è sostanzialmente in linea con quello del 2025, limitando la redistribuzione del capitale agli investitori istituzionali. Di conseguenza, molti investitori stanno ricorrendo a strumenti alternativi come i continuation fund, le operazioni sul mercato secondario e le ricapitalizzazioni per generare liquidità senza vendere immediatamente gli asset.

La raccolta di capitale dall’inizio dell’anno ha raggiunto 261,8 miliardi di dollari, circa il 17% in più rispetto al 2025. Tuttavia, il numero di fondi chiusi è notevolmente inferiore, con solo 310 fondi che, se confermato, porterebbe il totale annuo al livello più basso di oltre un decennio, con una flessione di circa il 25% su base annua.

Nonostante l’interesse degli investitori istituzionali per il private equity, questi tendono a privilegiare gestori con esperienza consolidata e capacità di creare valore operativo. Questo porta a una concentrazione del mercato a favore dei principali operatori, rendendo più difficile la raccolta per i fondi più piccoli.

I gestori, quindi, si concentrano su società con modelli resilienti e forte generazione di cassa, prestando particolare attenzione a settori come software, cybersecurity, infrastrutture digitali e healthcare. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più centrale nelle strategie di investimento, non solo come settore d’investimento, ma anche come leva per migliorare l’efficienza operativa e incrementare la redditività delle partecipate.

Infine, sul fronte delle valutazioni, il mercato mostra segnali di stabilizzazione rispetto alla correzione avvenuta tra il 2022 e il 2024. Si osserva una marcata differenziazione tra asset di qualità e comparti più ciclici; i multipli appaiono ora più coerenti con il contesto dei tassi e delle prospettive di crescita globale, con le aziende tecnologiche più innovative che continuano a registrare valutazioni superiori alla media.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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