Economia

Aumento dei costi produttivi mette in crisi le imprese di pannelli in legno

Le imprese produttrici di pannelli in legno segnalano rincari dei costi che minacciano la loro competitività nel mercato europeo.

redazione Ottobre 21, 2026 Economia, Imprese

In Breve

Quali sono le cause dell'aumento dei costi per le imprese di pannelli in legno?
L'aumento dei costi è dovuto ai rincari dell'energia, delle materie prime e dei trasporti.
Come stanno reagendo le imprese a questi aumenti?
Le imprese stanno valutando di trasferire i costi sui prezzi di vendita per mantenere la sostenibilità.
Cosa chiedono le imprese a Bruxelles?
Le imprese chiedono interventi per ridurre il differenziale dei costi energetici.

Le imprese produttrici di pannelli in legno stanno affrontando un aumento dei costi produttivi che viene giudicato ‘fuori controllo’, minacciando così la competitività delle aziende europee rispetto ai produttori internazionali. Questo allarmante scenario è emerso durante la fiera Sicam di Pordenone, un evento dedicato ai componenti e semilavorati per l’arredamento, dove le aziende hanno evidenziato l’impatto combinato di rincari dell’energia, delle materie prime e dei trasporti.

Nel secondo semestre di quest’anno, i dati parlano chiaro: la bolletta elettrica è aumentata del 106% e il prezzo del gas ha registrato un incremento dell’85%. A questo si aggiunge l’aumento del prezzo dell’urea, materia prima fondamentale per le colle, che ha visto un rincaro del 51% in sei mesi. La situazione è ulteriormente complicata dall’entrata in vigore a gennaio del Cbam, la normativa dell’Unione Europea che introduce un meccanismo di prezzo sulle importazioni di materiali ad elevato contenuto di CO2, contribuendo così all’aumento dei costi.

Le difficoltà non si fermano qui: anche i costi di trasporto, delle carte e della materia prima legnosa stanno aumentando. I tronchi per triturazione, per esempio, hanno visto un incremento di circa il 23% da gennaio a oggi, mentre il prezzo del pellet è salito del 35%. Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli, ha sottolineato che la situazione attuale ricorda le tensioni economiche post-pandemia, ma con una differenza sostanziale: mentre allora il mercato era in crescita e permetteva di trasferire gli aumenti sui prezzi, oggi il mercato è asfittico e la marginalità delle imprese si sta assottigliando, portando alcune aziende a valutare fermi produttivi.

Le imprese stimano un aumento medio dei costi di 30-35 euro al metro cubo da gennaio a oggi; circa due terzi di tale incremento sono stati assorbiti dal mercato, ma il restante differenziale dovrà essere trasferito sui prezzi nei prossimi 4-5 mesi per evitare gravi conseguenze. A gennaio, è previsto il secondo dei quattro aumenti sull’urea collegati al Cbam, che comporterà un ulteriore costo di circa 40 euro a tonnellata per questa materia prima.

L’industria segnala che le tensioni sui costi riguardano l’intero comparto manifatturiero europeo, evidenziando che in Italia il costo dell’energia elettrica è superiore di circa il 30% rispetto alla media europea. Le imprese chiedono interventi a Bruxelles per ridurre il differenziale dei costi energetici e ristabilire condizioni di concorrenza più equilibrate, sottolineando che gli obiettivi di sostenibilità devono essere accompagnati da politiche che non penalizzino le aziende europee impegnate nella transizione ecologica.

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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