Energia

L’Iraq chiede un aumento delle quote OPEC dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti

L'Iraq esercita pressioni su OPEC per un aumento delle quote di petrolio, in seguito all'uscita degli Emirati Arabi Uniti dal cartello.

redazione Giugno 25, 2026 Energia, Finanza

In Breve

Qual è la richiesta dell'Iraq nei confronti di OPEC?
L'Iraq chiede un significativo aumento delle sue quote di fornitura di petrolio.
Cosa ha portato l'Iraq a considerare l'uscita da OPEC?
La disputa sulle quote di produzione e l'uscita degli Emirati Arabi Uniti.
Qual è l'impatto della guerra tra Stati Uniti e Iran sull'economia irachena?
Ha evidenziato la dipendenza dell'Iraq dalle esportazioni petrolifere attraverso il Golfo Persico.

Baghdad ha recentemente intensificato le sue richieste nei confronti dell’OPEC, chiedendo un significativo aumento delle quote di fornitura di petrolio per l’Iraq. Questa pressione arriva dopo che sono emerse notizie di una possibile uscita del paese dal cartello, a seguito di dispute interne sulle quote di produzione.

L’Iraq, che è il secondo maggiore esportatore di petrolio all’interno dell’OPEC, ha visto la sua influenza crescere ulteriormente dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti, il terzo produttore del gruppo, avvenuta ad aprile. Secondo quanto riportato da Reuters, un portavoce del ministero del petrolio iracheno ha dichiarato che, se le quote non verranno aumentate, sarà necessaria una decisione riguardo alla permanenza o all’uscita dall’organizzazione.

Nonostante le speculazioni, il ministero del petrolio iracheno ha successivamente precisato che le notizie riguardanti una possibile uscita non riflettono la posizione ufficiale del governo, ma ha ribadito l’importanza di rivedere le attuali quote di produzione.

In un contesto economico in cui l’Iraq è fortemente dipendente dalle esportazioni di petrolio, la situazione è stata ulteriormente complicata dall’attuale conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziato il 28 febbraio. Questa guerra ha evidenziato la vulnerabilità dell’Iraq, che dipende in gran parte dalle esportazioni attraverso il Golfo Persico.

Per far fronte a queste difficoltà, il governo iracheno ha approvato a giugno un piano per accelerare le esportazioni di greggio tramite una rete di oleodotti che collega il Kurdistan alla Turchia. Questo progetto prevede un incremento delle spedizioni da 220.000 a 770.000 barili al giorno, offrendo un’alternativa strategica verso il porto mediterraneo di Ceyhan in Turchia.

Quando il nuovo oleodotto sarà operativo a pieno regime, si prevede che possa fornire un sostegno significativo all’economia irachena, che nel 2025 ha visto il settore petrolifero contribuire per il 53% al suo PIL reale, secondo dati della Banca Mondiale.

Tuttavia, recenti analisi di QuantCube Technology, un fornitore di intelligenza economica, rivelano che le esportazioni complessive dell’Iraq sono praticamente scomparse dall’inizio del conflitto, evidenziando la dipendenza geografica del paese dallo Stretto di Hormuz. L’indicatore di QuantCube misura il volume di tonnellate di portata morta in partenza dai porti iracheni e degli Emirati Arabi Uniti, fornendo una stima del carico trasportato dalle navi.

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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