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Microsoft in battaglia legale per le licenze software: sospensione al CAT e appello alla Corte Suprema del Regno Unito

Microsoft ottiene una sospensione al CAT mentre si prepara a presentare un appello alla Corte Suprema del Regno Unito riguardo la rivendita di licenze software. La controversia potrebbe avere ripercussioni significative sul mercato.

redazione Luglio 31, 2026 Innovazione

In Breve

Qual è la questione principale della controversia?
La controversia riguarda la rivendita di licenze software perpetue e le clausole contrattuali di Microsoft.
Cosa ha deciso il CAT?
Il CAT ha deciso a favore di ValueLicensing sulle questioni preliminari di diritto d’autore.
Quali sono le implicazioni di questa causa?
Le implicazioni includono una possibile causa collettiva che potrebbe esporre Microsoft a richieste per miliardi di sterline.

Microsoft ha ottenuto una sospensione estesa delle procedure al Competition Appeal Tribunal (CAT) mentre si prepara a richiedere il permesso di appellarsi alla Corte Suprema del Regno Unito. Questo sviluppo arriva dopo che l’azienda ha subito due sconfitte, sia al CAT che alla Court of Appeal, in merito a una controversia sulla rivendita di licenze software perpetue.

La causa, intentata nel 2021 da JJH Enterprises, operante come ValueLicensing, reclama 270 milioni di sterline, sostenendo che Microsoft abbia inserito clausole contrattuali per limitare il mercato secondario e favorire la transizione verso Microsoft 365.

Il caso si basa sul principio di esaurimento del diritto di distribuzione, stabilito dalla Corte di giustizia nel 2012 nel caso UsedSoft v Oracle, secondo cui la distribuzione di una copia software perpetua esaurisce il diritto del venditore, anche se fornita tramite download. Tuttavia, nel 2025, Microsoft ha cambiato strategia difensiva, sostenendo che Office non sia solo un programma, ma includa elementi creativi come icone e clip art, soggetti a diritto d’autore, che impedirebbero l’esaurimento. Questo argomento è stato respinto dai tribunali.

Nel novembre 2025, il CAT ha deciso a favore di ValueLicensing riguardo alle questioni preliminari di diritto d’autore. Il 7 luglio 2026, la Court of Appeal ha respinto all’unanimità gli appelli di Microsoft, sia sulla giurisdizione del CAT sia sulle conclusioni di diritto d’autore. I giudici hanno osservato che la lettura proposta da Microsoft avrebbe portato a risultati paradossali, come rendere rivendibile il software fornito su CD ma non la versione scaricata.

Il CAT ha sospeso parti del procedimento in attesa dell’esito della richiesta di autorizzazione alla Corte Suprema. Il presidente Justin Turner KC ha motivato la decisione come un bilanciamento tra il rischio di spese inutili se l’appello fosse ritenuto ammissibile e la necessità di evitare ritardi procedurali. Se la Corte Suprema rifiuterà il ricorso, il procedimento tornerà al Tribunale con un processo previsto per il 2027.

Questa controversia ha implicazioni che vanno oltre il singolo reclamo di 270 milioni di sterline. La conferma della capacità del CAT di decidere questioni di diritto d’autore necessarie per risolvere una controversia di concorrenza ha aperto la strada a una causa collettiva parallela promossa da Alexander Wolfson, che potrebbe esporre Microsoft a richieste per miliardi di sterline, coinvolgendo fino a 2,7 milioni di membri.

Il dossier si inserisce in un contesto di crescente attenzione regolatoria sulla transizione dalle licenze perpetue agli abbonamenti. Il 29 luglio 2026, l’Office of Competition and Markets Authority (CMA) ha avviato un’indagine sulla gestione da parte di Microsoft del passaggio dei sottoscrittori alle versioni Microsoft 365 Personal e Family. In particolare, l’indagine si concentra su come Microsoft abbia offerto Copilot e altre funzionalità gratuite durante il periodo contrattuale, per poi trasferire automaticamente gli utenti su piani a prezzo più elevato al rinnovo.

Microsoft ha dichiarato che la fiducia dei consumatori è una priorità e che sta collaborando con l’autorità. Separatamente, l’Australian Competition and Consumer Commission ha avviato un’azione in Federal Court sullo stesso tema, con circa 2,7 milioni di clienti coinvolti. Questo quadro si colloca in un momento di maggiore vigilanza regolatoria transatlantica sulle pratiche delle grandi aziende tecnologiche, già segnato da sanzioni e inchieste a livello europeo e tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

Autore

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Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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