Economia

Crescita delle Liquidazioni Giudiziali: L’Edilizia Sotto Pressione nel Primo Semestre 2026

Nel primo semestre 2026, le liquidazioni giudiziali in Italia sono aumentate, con l'edilizia che risulta il settore più colpito. Analizziamo i dati e le cause di questa crisi.

redazione Ottobre 27, 2026 Economia

In Breve

Qual è l'aumento delle liquidazioni giudiziali nel primo semestre 2026?
Le liquidazioni giudiziali sono aumentate del 2,4%, con 5.401 casi registrati.
Qual è il settore più colpito dalle liquidazioni giudiziali?
Il settore edilizio è il più colpito, con 831 liquidazioni giudiziali.
Qual è il gap finanziario stimato per il settore?
Il gap finanziario per il sistema paese è stimato in 3,8 miliardi di euro.

Nel primo semestre del 2026, l’Italia ha registrato un significativo aumento delle procedure di crisi, con 6.672 aperture, corrispondenti a quasi 40 imprese al giorno. Questo rappresenta un incremento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La maggior parte di queste procedure riguarda le liquidazioni giudiziali, che ammontano a 5.401 casi, con un aumento del 2,4%. Al contempo, gli altri strumenti di regolazione della crisi, come i concordati preventivi e le misure protettive, hanno visto un incremento del 16,6%, raggiungendo 1.271 casi, il che porta la loro incidenza al 19% del totale.

Analizzando le diverse tipologie di crisi, i concordati preventivi mostrano un incremento del 24,6%, mentre le misure protettive e cautelari aumentano del 35,9%. Tuttavia, gli accordi di ristrutturazione hanno registrato una diminuzione del 20%, nonostante un recupero del 21,1% nel secondo trimestre.

Per quanto riguarda i settori più colpiti, i Servizi rappresentano il 38,2% delle liquidazioni giudiziali, seguiti dalle Costruzioni con il 22,9% e dalla Distribuzione con il 22,7%. Quest’ultima ha visto un aumento del 7,1%, mentre l’Industria è cresciuta del 6%. L’Edilizia, in particolare, è il settore più vulnerabile, con 831 liquidazioni giudiziali, mantenendo livelli simili a quelli del primo semestre 2025. Questo settore affronta sfide significative, tra cui l’aumento dei costi delle materie prime e ritardi nel riconoscimento degli extra-costi da parte delle stazioni appaltanti. Inoltre, ci sono ritardi nell’erogazione degli arretrati per appalti pubblici, con una stima del gap finanziario che si aggira intorno ai 3,8 miliardi di euro per l’intero sistema paese.

Dal punto di vista territoriale, le regioni del Nord Ovest e del Centro d’Italia concentrano rispettivamente il 28,8% e il 28,2% delle liquidazioni giudiziali. In particolare, la Lombardia guida la classifica con il 22,2% del totale nazionale, seguita dal Lazio con il 18,2% e dalla Campania con il 10,3%. Preoccupante è l’aumento delle procedure tra le imprese più giovani, con un incremento che sfiora il 50% per quelle attive da meno di cinque anni.

Per quanto riguarda i pagamenti, i dati mostrano segnali di tenuta, con le tempistiche rilevate dalla banca dati Payline che migliorano rispetto allo stesso trimestre del 2025. Le medie imprese registrano un tempo di pagamento di 61,31 giorni, mentre le grandi imprese si attestano a 71,57 giorni. Tuttavia, questo miglioramento è in gran parte attribuibile alla riduzione dei giorni contrattualmente concordati. Nella puntualità, i ritardi delle micro e piccole imprese si riducono rispettivamente di 0,47 e 0,20 giorni rispetto al secondo trimestre 2025, mentre le medie e grandi imprese mostrano un aumento di circa 0,49 e 0,25 giorni.

Tra i settori, i mezzi di trasporto registrano gli incrementi maggiori nei ritardi, passando da 10,6 a 12,2 giorni. Anche altri settori come il Sistema Moda, Largo Consumo, Chimica e farmaceutica, Prodotti intermedi e Immobiliari mostrano un peggioramento. L’Agricoltura, pur mantenendo livelli elevati di 12,6 giorni, migliora rispetto ai 12,9 giorni del 2025. A livello territoriale, il Nord Est presenta il ritardo più contenuto, pari a 6 giorni rispetto ai tempi concordati, mentre Sud e Isole superano i 13 giorni, con la Sicilia che raggiunge i 17 giorni e la Sardegna e Calabria oltre quota 14.

Autore

redazione

Analisi, dati e scenari per Dossier Economia.

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